giovedì 5 febbraio 2015

1 persona su 100 soffre di disturbo bipolare!


Colpisce 1 persona su 100 e chi ne soffre, nell’arco della vita presenta episodi ipomaniacali, misti e depressivi, oppure singoli episodi maniacali. Stiamo ovviamente parlando del Disturbo Bipolare, una malattia caratterizzata da gravi alterazioni dell’umore e, pertanto, delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Ha un decorso cronico, può causare gravi sofferenze, risultare anche invalidante e per questo non va trascurato per alcun motivo. Quali siano le cause del disturbo bipolare ancora non si sa. Quel che è certo è che non esiste un'unica causa e che fattori biologici e genetici incidono sulla vulnerabilità di questa malattia.


Come si manifesta il disturbo bipolare?



Il disturbo bipolare colpisce indistintamente uomini e donne. Il primo episodio può svilupparsi nella tarda adolescenza e può indurre a momenti di pura euforia e subito dopo a momenti di totale disperazione, senza un apparente ragione. Può insorgere con sintomi ed intensità diverse da persona a persona. Alcuni esperti inoltre hanno inoltre dimostrato che l’abuso di alcool o droga aggravano significativamente sul disturbo bipolare. Droghe a parte, anche altri fattori possono svolgere un ruolo decisivo nel suo sviluppo: eventi di vita stressanti, consumo eccessivo di caffè o di stimolanti, farmaci, irregolarità di sonno, una bassa qualità di vita, e così via.


Ecco come si cura il disturbo bipolare



Una volta chiarite le cause, sorge spontaneo chiedersi come si possa curare il disturbo bipolare. Ebbene, qualsiasi trattamento si intraprende, l’obiettivo resta unico: la stabilizzazione dell’umore, riducendo così la frequenza e la gravità degli episodi maniacali e depressivi. Dietro un costante ed attento controllo del medico, un adeguata cura farmacologica rappresenta l’unica soluzione per perseguire questo obiettivo. Inoltre, le ricerche scientifiche hanno dimostrato che se il trattamento farmacologico viene associato alla Psicoterapia cognitivo- comportamentale si assiste ad una maggiore stabilizzazione dell’umore, nonché ad una significativa riduzione delle ricadute. Ne deriva una motivazione superiore da parte del paziente.

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